Gli scavi di Roselle sono aperti al pubblico dalle 8.30 al tramonto tutti i giorni.
Per informazioni, tel.0564/402403. Il Museo di Grosseto è attualmente in ristrutturazione.


Percorsi circa 8 chilometri della strada statale per Siena, si giunge al Parco Archeologico di Roselle, caratterizzato da una stratificazione archeologica complessa ed immersa in un affascinante contesto paesaggistico,
Roselle Roselle è stata definita da alcuni studiosi la Pompei etrusca; in effetti costituisce un preziosissimo campo di indagine, in quanto conserva cospicue testimonianze dell'impianto urbanistico, non solo di età romana (epoca a cui risale la maggior parte dei ruderi sinora scoperti) e medievale, ma anche del periodo etrusco.
Gli scavi, ancora in corso, hanno messo in luce alcuni quartieri abitativi risalenti al VII - VI secolo a.C., di eccezionale importanza, se si pensa alla scarsità di testimonianze archeologiche riferibili ai centri urbani etruschi.
Fondata nel VII secolo a.C., non lontano dal mare e sovrastante il lago Prile, oggi scomparso, la città conobbe una straordinaria floridezza dovuta alla sua privilegiata posizione geografica. Le mura cingevano la città etrusca per più di tre chilometri e gran parte si conservano praticamente intatte.
Roselle Posta al confine con i territori di Vetulonia, Vulci, Volterra, Arezzo e Chiusi, Roselle ebbe il ruolo di centro di comunicazione fra l'Etruria meridionale e settentrionale. Mantenne tale invidiabile preminenza sino alla conquista romana, avvenuta nel 294 a. C., a cui seguì un periodo di decadenza. Con la Lex Iulia (90 a. C.) gli abitanti di Roselle ottennero la cittadinanza romana.
Nel periodo delle guerre civili anche questa città, come molte altre dell' Etruria favorevole a Mario, fu coinvolta nelle distruzioni operate dai seguaci di Silla.
In età imperiale (I sec. d.C.) si registrò una notevole ripresa delle attività costruttive, come testimoniano gli edifici monumentali che ancora oggi vediamo, in concomitanza con una certa rinascita socio-economica.
Roselle Nonostante lo spopolamento della tarda età imperiale, Roselle divenne sede di Diocesi.
Dalla fine del VI secolo fu uno dei residui capisaldi bizantini della Tuscia, finchè fu conquistata dai Longobardi.
Fu poi sede della contea aldobrandesca. Dal 1138 perse la funzione di sede vescovile, che fu trasferita nella vicina città di Grosseto. Il luogo continuò comunque ad essere abitato, anche se in modo sporadico, sino al XVI secolo.
Lungo la strada che dalla pianura sale fino al piazzale di ingresso (dove è possibile parcheggiare l'auto) si possono osservare diverse tombe a camera, da riferire alla necropoli etrusca del Vll - Vl sec. a.C.
Di notevole fascino è la rosa cinta muraria tra le più antiche e meglio conservate di tutta l'Etruria. Lunga più di 3 chilometri, venne costruita nel VI secolo a.C. facendo uso di grandi blocchi di pietra irregolari e fu restaurata in fu restaurata in più fasi nel corso delle epoche successive.
Roselle Per raggiungere il parco archeologico, una volta lasciata l'auto nel parcheggio, si prosegue lungo uno stradello in salita. Si incontrano subito sulla sinistra i più recenti scavi, ancora in corso, mentre sulla destra si snoda la strada antica , riportata alla luce sotto diversi metri di terra, oggi percorribile. Seguendola, all'altezza di una grande fontana a doppio bacino , inizia il lastricato romano di età augustea, che è ben conservato, ed è probabilmente da identificare con il 'decumanus'.
Continuando a salire, si arriva al parco archeologico recintato.

Fonte: La Maremma Toscana

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